True Blood Italia – archivio

Charlaine Harris comparirà in True Blood

Pubblicato in News da Francesco il 3 Giugno 2009

Alan Ball, in conferenza telefonica con alcune testate giornalistiche, ha parlato della seconda stagione di True Blood, di Twilight (non ha visto il film, né letto il libro, ma ha ammesso di non comprendere pienamente il senso di una storia di vampiri sul tema dell’astinenza) e ha annunciato che Charlaine Harris — l’autrice dei libri da cui è tratta la serie — avrà un cameo nell’ultimo episodio della stagione.

Ball ha aggiunto che il tema della seconda stagione sarà “il potere dei culti, sia che si tratti di strani culti neo-Greci/Romani, che di organizzazioni religiose”.

(Fonte: Mo Ryan, televisionary)

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Vampire Report #1: un finto TG sui vampiri

Pubblicato in Video, Virale da Francesco il 23 Maggio 2009

Prosegue senza sosta il virale di True Blood.

Questa volta HBO ha pubblicato un vero e proprio telegiornale della (finta) rete televisiva TBBN, che si occupa esclusivamente di vampiri.

Da segnalare, tra i vari servizi, quella che sembra una parodia di Twilight: la prima serie tv con protagonista un vampiro.

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“Finché non cala il buio” dal 23 aprile tascabile, in tie-in

Pubblicato in News da Francesco il 11 Marzo 2009

Fazi Editore (la stessa casa editrice della saga di Twilight) mi comunica di aver acquistato i diritti tascabili dei primi otto volumi della saga di Charlaine Harris da cui è tratto True Blood.
In tie-in con la trasmissione su Fox ad aprile uscirà la versione tascabile del primo libro, “Finché non cala il buio“.

L’uscita è prevista il 23 aprile in tutte le librerie e il prezzo sarà di 12 euro.

La copertina, invece, sarà un’immagine promozionale della serie (come successo per le nuove edizioni americane del volume).

Il sito di Fazi Editore.

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“Il boom dei vampiri coi denti da latte”

Pubblicato in News da Francesco il 22 Febbraio 2009

Dal Corriere della Sera (17 febbraio):

Carini, innamorati, teenager: i nuovi vampiri non hanno più nulla in comune con il signore delle tenebre protagonista del romanzo di Bram Stoker di cui l’editore americano Norton ha appena pubblicato una nuova edizione con note ( The New Annotated Dracula, a cura di Leslie S. Klinger).

Intanto, hanno smesso di nutrirsi di sangue umano: così accade nei quattro romanzi della saga Twilight di Stephenie Meyer (Edward ricorre al sangue di animali), mentre in True Blood di Charlaine Harris (Delos Books; il serial tv passerà prossimamente su Fox) si cibano di sangue sintetico. Insomma, i giovani non-morti di oggi sono ragazzi come tanti, vivono in cittadine qualunque, non dormono in bare imbottite di seta. Non hanno castelli in Transilvania né titoli nobiliari. E soprattutto sono casti. Non c’è sesso tra Edward e Bella ( Twilight), così come non ce n’è tra il dodicenne Oskar e l’amica vampira Eli ( Lasciami entrare, il film di T. Anderson dal romanzo di J.A. Lindqvist, Marsilio). Dimenticare Freud.

L’articolo completo qui.

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Joss Whedon parla di True Blood

Pubblicato in News da Francesco il 9 Febbraio 2009

Da TVWeek:

TVWeek: I vampiri sono molto popolari in questo momento. Ha visto “Twilight’?

Whedon*: L’ho visto.  Ed è—cosa posso dire? E’ assolutamente scoppiettante. [...] Funziona. E mi piace, più o meno.

TVWeek: E “True Blood” invece?

Whedon: Ne ho visto meno. “Twilight” crea le proprie regole, lo facciamo tutti. Prende quello che vuole e non tiene conto del resto, ma alla fine è un po’ un classico. [...]

“True Blood,” credo, è più simile a ciò che si vede in molti fumetti, ovvero “Demoliamo questa cosa e vediamo come sarebbe se i vampiri fossero davvero tra di noi.” E’ più post-moderno.

TVWeek: Ha visto “Moonlight”?

Whedon: No. In realtà non vado pazzo per i vampiri. Anne Rice è stata decisamente un punto cardine. Meravigliosa. Ma alla fine credo di aver avuto la mia porzione.

Buffy non doveva per forza combattere dei vampiri. Ogni volta che c’è un mostro lei lo combatte. E quando ho creato la storia d’amore tra Buffy e Angel ho pensato “Non mi perdoneranno mai una cosa del genere. Mi rideranno in faccia”.

Nel corso degli anni, ho capito meglio perché i vampiri hanno così successo. Mi è persino venuta un’idea per un film sui vampiri recentemente… ma poi ho visto tutto questo affollamento e ho pensato che era meglio metterla da parte. [...]

L’intervista completa (in inglese) a questo indirizzo.

* Se qualcuno non conoscesse Joss Whedon: Joss Whedon.it.

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Come nasce la sceneggiatura di True Blood?

Pubblicato in News da Francesco il 25 Gennaio 2009

Ralle Tucker, in passato sceneggiatrice di Supernatural, ora scrive per True Blood e ha rilasciato (un po’ di tempo fa) una lunga e interessante intervista al sito Sequential Tart.

Di seguito la traduzione italiana:

Come si comporta il team di autori di True Blood nell’adattare la serie dai libri?

Siamo fortunatissimi, perché Charlaine Harris ha creato un universo molto vasto, con un sacco di personaggi. Ed è riuscita a mantenerli vivi per 8 libri.

Nell’adattare il primo libro abbiamo cercato di onorare Charlaine e i fan dei libri, ma senza impedire alla serie di prendere vita per contro proprio. Le differenze tra serie e libro sono principalmente nei personaggi secondari. Nei libri c’erano già, noi dovevamo soltanto dar loro delle storie.

Ed è quello che succede quando chiudi Alan Ball e cinque sceneggiatori in una stanza per mesi: un po’ di ciascuno di noi finisce in un determinato personaggio. So che a molti fan del libro potrebbe non piacere la cosa, ma credo che la scrittura migliore sia quella che deriva da esperienze personali.

[...]

Un argomento che viene fuori molto spesso è il paragone con Twilight. Proprio come ogni libro fantasy per ragazzi viene paragonato a Harry Potter, ogni storia con protagonisti un’umana e un vampiro deve essere paragonata a Twilight? Molta gente esita a guardare True Blood proprio per questo.

Non voglio togliere nulla a Twilight, ma Dead Until Dark (il libro su cui si basa la prima stagione di True Blood, n.d.t.) è uscito anni prima che si sapesse anche soltanto chi fosse Stephenie Meyer (l’autrice di Twilight, n.d.t.).

Twilight è piacevole, ma i libri di Charlaine Harris sono molto più dark, sexy, bizzarri. L’ambientazione e il sottotesto politico vengono utilizzati per esplorare temi abbastanza complessi. Sono libri per un pubblico maturo – sono favole per adulti. [...]

Qual è l’approccio giusto per catturare lo spirito gotico-meridionale della serie?

Onestamente, non ne ho uno. Non ho trascorso moltissimo tempo nel Sud. [...]

In fase di scrittura Alan Ball ci ha suggerito di guardare un fantastico documentario: Searching For The Wrong-Eyed Jesus. (Che ha poi ispirato la sigla di apertura della serie e dato via a una polemica che accusa la sigla stessa di plagio, n.d.t.). Guardandolo ho capito in che modo Alan voleva impostare il tono dello show. Anche la musica è molto importante – il titolo di ogni episodio è tratto da quello di una canzone. Non ho mai lavorato in questo modo, ma imparare letteralmente il suono della serie mi ha aiutato a immegermi nel suo mondo.

Ma alla fine credo che il ’southern gothic’ sia solo uno degli elementi di True Blood. E’ in parte una storia romantica-sovrannaturale, in parte una sorta di Twin Peaks allucinato. Alcuni credono che sia una continuazione della meditazione di Ball sulla morte. Altri un’oscenità con effetti speciali. Io cerco di non pensarci troppo. Se hai personaggi e storie ben delineate, il tono viene da sè.

E’ stata coinvolta nel marketing virale che ha preceduto la messa in onda?

Vorrei potermi prendere dei meriti. Invece è stata tutta opera di Alan Ball, HBO e Campfire.

Da scrittrice devo dire, però, che è stato bello far parte di un progetto così atteso e sostenuto. Di solito non mi succede. [...]

Nel passato il vampiro veniva usato come metafora perché non era permesso l’uso di sesso e violenza. Ovviamente, il fatto di essere su HBO elimina queste restrinzioni. Cosa rende ancora valido, secondo lei, l’utilizzo dei vampiri come metafora in un periodo in cui è possibile parlare di sesso e razzismo in maniera diretta?

Avere la possibilità di parlare di determinati argomenti apertamente non significa che la gente voglia sentirli. Penso che la serie Tell Me You Love Me, sempre della HBO, sia un ottimo esempio. Si può amarla o odiarla, ma rimane una dei prodotti più crudi, onesti e sinceri sul tema della sessualità che io abbia mai visto. Penso che questo sia uno dei motivi per cui gli spettatori si sono tirati indietro – era doloroso seguirla e rischiavi di deprimerti se ti relazionavi alle storie e ai personaggi (cosa che io ho fatto). Non c’era nessun divertimento, nessuna fantasia. E, ammettiamolo, la distrazione è una delle cose che cerchiamo quando accendiamo la TV.

Questo è uno dei problemi che cerco di superare qualsiasi cosa scriva: dire qualcosa di importante, parlare di un argomento che mi sta a cuore senza deprimere a morte me stessa e gli spettatori. E’ un equilibrio difficile da raggiungere e personalmente credo che True Blood si avvicini a esso più di qualunque altro prodotto televisivo per via della sua natura – gli elementi sovrannaturali e l’humor bizzarro – che ci impedisce di prenderci troppo sul serio. Ma la sensibilità di Alan è sempre molto profonda. Ci spinge sempre a guardare in fondo, a pensare fuori dalle convenzioni, a mettere in dubbio la moralità dei personaggi e la nostra. Penso che questo sia ciò che più mi piace del mio lavoro in True Blood.

Quindi non saprei dire se una storia sui vampiri è ancora valida di questi tempi, ma so che è divertentissima da scrivere. E se si è alla ricerca di un significato più profondo, ci sono determinati momenti nello show che lo offrono… solo che saranno circondati da corpi nudi e canini. Forse questo vuol dire essere superificiali, ma non mi faccio nessun problema a riguardo.

[...]

Qual è la cosa che la diverte di più lavorando in True Blood?

L’intero compito è un sogno diventato realtà. Alan Ball è il motivo per cui ho iniziato a scrivere in TV. Prima di Six Feet Under non credevo che la TV potesse essere arte. Six Feet Under ha cambiato tutto per me. E credo che abbia cambiato anche le storie che è possibile raccontare su uno schermo.

Quando due anni fa ho scoperto che Alan Ball voleva adattare i romanzi di Charlaine Harris ho iniziato a leggerli e a fantasticare su come adattare questa o quella scena. Ed era un esercizio molto masochista, perché ero sotto contratto per lavorare in Supernatural, sulla CW, che è quanto di più lontanto dalla HBO possa esistere… Non mi ero affermata come autrice indipendente e quindi era molto rischioso.

Ma quando ricevetti una chiamata da Alan Ball, che aveva letto uno dei miei script, e voleva parlare di True Blood, feci salti di gioia.

Non mi sono mai impegnata così tanto lavorando in una serie. E non ho mai amato così tanto farlo. Sto vivendo il mio sogno.

E posso trascorrere ore a cercare su google modi di dire meridionali tipo “It’ll last about as long as a fart in a whirlwind.” O “As confused as a cow on astroturf.” Non ci credo che posso scrivere dialoghi del genere. Il mio lavoro è troppo divertente per essere legale.

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True Blood: Il morso è il peccato originale

Pubblicato in News da Francesco il 23 Novembre 2008

Alphabet City, occupandosi del tema dei vampiri in occasione dell’uscita di Twilight, ha pubblicato un bell’articolo su True Blood dal titolo “Il morso è il peccato originale“.

Alan Ball è uno degli sceneggiatori più interessanti del panorama americano degli ultimi dieci anni e non per il suo folgorante esordio per il grande schermo, quell’American Beauty che gli è valso addirittura un Oscar per la migliore sceneggiatura. Al contrario, Ball è stato uno dei maggiori fautori della legittimazione artistica delle serie televisive, grazie a quel grande capolavoro che porta il nome di Six Feet Under, cinque stagioni vissute a casa Fisher, becchini di mestiere ed esseri umani per vocazione, che hanno letteralmente rivoluzionato il concetto stesso di serialità.
Non voglio parlarvi di una serie che abbiamo già esaminato e per la quale vi rimando al magnifico articolo del nostro Adriano Aiello che potete trovare correlato qui di fianco, ma è indubbio il fatto che senza i Fisher non sarebbe potuto esistere True Blood, prodotto solo apparentemente di genere che racchiude un’anima ben più profonda e provocatoria.

Cliccate qui per leggere l’articolo completo.

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Alan Ball parla di True Blood

Pubblicato in News da Francesco il 4 Novembre 2008

MediaBlvd Magazine ha pubblicato una nuova, lunghissima intervista ad Alan Ball in cui si parla di True Blood. Di seguito trovate la traduzione delle domande più interessanti o a cui Ball non ha già risposto nelle vecchie interviste.

La serie, col passare delle stagioni, rimarrà fedele ai libri di Charlaine Harris?

Siamo stati molto, molto fedeli al primo libro. Tuttavia negli episodi 11 e 12 abbiamo preso elementi dal secondo, per porre le basi per la seconda stagione. Rimarremo molto fedeli ai libri per quanto riguarda la storia di Bill e Sookie, ma sperimenteremo un po’ con gli altri personaggi. Ma non ci allontaneremo dallo spirito dei libri.

Perchè ha scelto HBO per questa serie?

Perchè ho avuto un’ottima esperienza in passato (con Six Feet Under, n.d.t.) e perché HBO ti garantisce libertà. [...] Non lavorerò mai più per la tv in chiaro, solo per quella via cavo. E HBO è il posto in cui voglio lavorare.

Ha intenzionalmente scritto i primi 3 episodi per dare un tono allo show?

Non è stata la mia motivazione iniziale. Avevo firmato l’accordo con HBO, ma poi ho dovuto dirigere Towelhead. Quindi li ho scritti per senso di colpa, perché avrei finito per fare veramente poco nella serie.

I vampiri sono molto popolari in questo momento. E’ una coincidenza l’imminente uscita nei cinema di Twilight? Perchè proprio ora?

Come disse Freud, le coincidenze non esistono. Detto questo, non saprei dare una spiegazione del perché ora. Non ho letto Twilight, quindi non lo conosco, so solo che ci sono dei vampiri, appunto. [...] Ma non saprei dire perché c’è questo grande interesse al momento. Mi fa piacere che sia così. Spero attiri più persone verso la serie.

True Blood crea sicuramente una parabola su questi membri della società emarginati e riflette la nostra cultura. Era un elemento già presente nei libri o l’ha volutamente inserito nella serie?

E’ presente nei libri, proprio all’inizio. La facilità con cui è possibile leggere i vampiri come una metafora di questo o quello è la cosa che mi interessa di meno. Quando ho presentato la serie alla HBO e qualcuno mi ha chiesto di cosa parlasse, ho detto “Parla del terrore dell’intimità”. E ho pensato “Non ho idea di cosa voglia dire, ma suona bene”. Col passare del tempo ho iniziato a credere che fosse veramente questo il significato più profondo della serie. [...]

Ha detto che è sbagliato vedere i vampiri come una metafora per i gay [leggi anche "True Blood odia i gay"], o per gli immigrati o per qualsiasi gruppo che stia tentando di essere accettato dalla società. Quindi la gente cosa deve vedere nei vampiri?

Non sono un esperto del simbolismo dei vampiri. So che sono degli outsider. Io sono un outsider, lo sono sempre stato, quindi provo simpatia nei loro confronti. In realtà non credo sia sbagliato vederli come una metafora per gli immigrati o la cultura lesbica e gay. Semplicemente, lo trovo troppo facile. Non è l’unica cosa di cui possono essere metafora. Si tratta di una metafora molto fluida. Da una parte è una metafora per un gruppo di gente che vuole riconosciuti dei diritti, ma dall’altra è metafora di questa grande organizzazione che non fa altro che accumulare potere e sbarazzarsi di te se sei d’ostacolo. [...]

Per quanto gli spettatori continueranno a vedere Lafayette?

Molto. L’attore che lo interpreta è un genio e si tratta di un fantastico personaggio.

Bubba sarà parte dello show, prima o poi?

No. Non c’è modo di farlo. Non senza ottenere un pessimo risultato, quindi abbiamo deciso di non farlo. L’unico modo a cui avevo pensato era quello di non mostrarne mai il volto, ma sarebbe sembrato una copia di quel tizio di Home Improvement.

L’articolo integrale è disponibile (in inglese) a questo indirizzo.

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Gli eBook di Southern Vampires in Top20

Pubblicato in News da Francesco il 20 Settembre 2008

BooksOnBoard è uno dei più importanti siti per il download e la vendita di eBook e audio-libri. Con oltre 200.000 titoli a disposizione rappresenta il più grande catalogo online per questo tipo di prodotti.

Nella classifica dei 20 libri più scaricati della scorsa settimana sono subito entrati ben 7 libri della saga Southern Vampires di Charlaine Harris.

“Questa serie potrebbe essere il nuovo Sex and the Cityafferma Nathan Johnson, direttore di Books on Board. “Entrambi gli show sono basati su dei libri famosi, e in entrambi i casi il pubblico apprezza moltissimo sia i libri che il prodotto televisivo.”

A detta di Bob LiVolsi, CEO di Books on Board, invece, il successo è dovuto tutto alla figura dei vampiri: “Sookie Stackhouse riesce a soddisfare i fan di Buffy, i fan di Twilight, i fan del mistero – ed è anche divertentissima…”.

Il terzo volume della saga è uscito da qualche giorno in Italia, mentre il nono uscirà nel corso del 2009 negli Stati Uniti.

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Comic-Con 2008: reportage, foto e video

Pubblicato in News da Francesco il 25 Luglio 2008

Si è svolto ieri il pannello Comic-Con di True Blood.

Erano presenti Alan Ball, Charlaine Harris, Anna Paquin, Stephen Moyer, Ryan Kwanten, Rutina Wesley, Sam Trammell e Nelsan Ellis.

Ecco un resoconto completo dei numerosi reportage comparsi in rete in queste ore.

  • E’ stato mostrato un trailer preparato appositamente per la convention, ricco di scene (non solo dal primo episodio) e – a detta di molti – di sesso e violenza.
  • Rimangono 3 giorni di riprese e poi la stagione sarà completa.
  • La prima stagione seguirà più o meno fedelmente il primo libro della serie.
  • La relazione tra Sookie e Bill sarà il fulcro principale della serie.
  • Alan Ball promette di aver evitato clichè sui vampiri quali “luce blu, lenti a contatto, musica da opera”.
  • Ball ha sottolineato che si tratta di uno show sulle relazioni, non solo sui vampiri.
  • Ball ha già detto che non si preoccuperà molto delle reazioni dei fan, dato che non avrà tempo di andare online e vedere cosa pensano, ma rispetta sicuramente le loro opinioni.
  • Stephen Moyer cerca di rimanere sempre abbastanza immobile quando interpreta Bill, considerando che il suo personaggio non ha un battito cardiaco.
  • Ryan Kwanten, dopo aver recitato nei panni di Jason, ha ammesso di aver superato tutte le proprie inibizioni.
  • Alan Ball ritiene che non ci sia il bisogno di innestare una competizione con altri prodotti sui vampiri (Twilight).
  • Alan Ball non vuole per forza che il cast legga tutti i libri della serie. Anna Paquin, ad esempio, ha letto solo i primi tre per farsi un’idea del personaggio, mentre Stephen Moyer i primi due, ma preferito non continuare per non perdere il gusto di scoprire cos’ha in mente Ball, script per script.
  • Alan Ball sottolinea nuovamente che si tratta di uno show divertente, diverso da Six Feet Under.
  • Oltre a Ball, solo Nancy Oliver è passata dallo staff di sceneggiatori di Six Feet Under a quello di True Blood. Per ora.
  • Charlaine Harris sta scrivendo il nono libro della serie.

  • Le altre informazioni potrebbero contenere SPOILER.

  • Nella prima stagione non scopriremo il motivo della telepatia di Sookie. Probabilmente verrà rivelato durante la seconda stagione.
  • Sookie è vergine per via della sua abilità.
  • LaFayette gestisce un sito gay a carattere pornografico. E Charlaine Harris ha detto: “La cosa mi sta bene”, provocando risate generali.
  • Ball non ha rivelato se il personaggio di Bubba comparirà nella serie oppure no.
  • Nel pilot viene menzionato l’uragano Katrina, che nel quinto libro della serie viene citato come contemporaneo. Ball ha detto che affronteranno la cosa quando e se arriveranno al quinto libro.
  • Le menadi, creture mitologiche che compaiono nel secondo libro, saranno presenti già nella prima stagione, ma per i lupi mannari bisognerà aspettare la seconda. Altre creature fantastiche presenti nella saga compariranno nella serie, o almeno, così si progetta.
  • Eric, il vampiro interpretato da Alexander Skarsgård, comparirà nel corso della stagione inoltrata e sarà parte della base preparata per la seconda stagione.
  • Il sangue dei vampiri è utilizzato come una specie di droga, ma gli effetti variano da persona a persona e non tutti sono in grado di reggerlo.
  • Charlaine Harris ha affermato che il personaggio Quinn è “un omaggio personale a Vin Diesel”. Alan Ball, tuttavia, non ha ancora in mente un attore. Ha detto che ci penserà quando sarà il momento di fare il casting.
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