Alan Ball lavora sui nuovi episodi di True Blood
Dopo il successo dei primi episodi, Alan Ball torna a parlare di True Blood (e di Towelhead) in un’intervista per il sito Moviehole, affermando di essere al lavoro sulle sceneggiature degli episodi della seconda stagione della serie.
Ho sentito che True Blood sta andando abbastanza bene, vero?
Sì, sono molto entusiasta. Sono felice di vedere un responso positivo da parte della gente.
Ho letto molti commenti del tipo “Il primo episodio era abbastanza buono, ma quelli successivi sono fantastici – ora sono veramente preso!”
Oh.
Personalmente, credo che funzioni perché è assolutamente originale.
E’ quello che ho pensato io leggendo i libri. E’ un mix assolutamente originale e ci sono un sacco di cose che mi sono piaciute. C’è una storia gotica-romantica, ma probabilmente non mi sarebbe piaciuto se ci fosse stata solo quella. Invece c’è molto sesso, c’è violenza, c’è un serial killer, il tutto ambientato in questo mondo assurdo in cui vampiri reclamano pari diritti. E poi ci sono i cliffhanger vecchio stile. E’ davvero, davvero divertente lavorarci.
E anche il cast è ottimo. Anna Paquin è straordinaria!
E’ stata decisamente un’ottima scelta. Per fortuna ha accettato di lavorare in TV! Quando il direttore del casting mi ha chiesto “Ti interessa Anna Paquin?” io ho risposto “Sì, certo, ma a lei interessa questo lavoro?”. E le interessava. Riesce davvero a dare un’anima allo show. [...]
A cosa stai lavorando in questo periodo?
Sto preparando la seconda stagione di True Blood. Lavoro con gli sceneggiatori ogni lunedì. E ho anche due script originali, scritti durante gli ultimi anni, che potrei decidere di portare avanti. Mi piacerebbe dirigere uno e produrre l’altro. Sto anche pensando di aprire una casa di produzione. Ma non è nulla di definitivo.
Vedremo qualche attore con cui hai già lavorato ricomparire in True Blood?
Da Towelhead vedremo Lena Collin (Thena), poi c’è Carrie Preston (Arlene) e compare anche il professore di francese. Chris Messina, che era sia in Six Feet Under che in Towelhead, avrà un piccolo ruolo (Barry). E’ una cosa che faccio spesso comunque, quella di richiamare vecchi attori con cui ho lavorato, se mi piacciono e se sento che il ruolo è adatto a loro.
L’intervista completa (in inglese) è disponibile su Moviehole.
L’affresco della serialità: True Blood e Mad Men
Il Manifesto dedica un articolo alla serialità americana, parlando delle produzioni delle reti via cavo, e concentrandosi in particolare su due degli esempi più interesanti degli ultimi anni: Mad Men e True Blood.
Di seguito, un estratto riguardante True Blood:
America ieri e oggi, l’affresco della serialità
[...] Mad Men, che qui è all’inizio della seconda stagione, è prodotta da Matthew Weiner e Scott Hornbacher già produttori associati sui Sopranos e formatisi quindi alla scuola di David Chase, parte cioè di un gruppo di autori/produttori (che oltre a Chase comprende Alan Ball, e David e Michael Kelley) che non saranno forse i Dickens e gli Hugo, ma i cui lavori per il piccolo schermo hanno l’impatto pervasivo sulla cultura e sulla «narrativa collettiva» propria a suo tempo della grande letteratura popolare. Parliamo qui oltre ai Sopranos, di Big Love, la soap sulla famiglia poligama mormone di Will Sheffer e Mark Olsen, e Six Feet Under di Alan Ball, cronaca di angst contemporanee attraverso le vicende della famiglia Fisher e della loro azienda familiare di pompe funebri, personaggi che brancolano in una nebbia esistenziale tragicomica degna di Raymond Carver. In comune i serial tragicomici di questa generazione hanno insomma la colorazione «letteraria» e l’uso di ambientazioni specifiche per approfondire in modo non casuale e «adulta» l’esperienza americana, come sta facendo da un paio di settimane a questa parte l’ultima creazione proprio di Ball: True Blood, una fiction molto pulp e southern gothic ambientata nel profondo della Louisiana in un presente in cui i vampiri sono «out» come minoranza etnico-sessuale e lottano per l’emancipazione contro teocon e bigotti sudisti. Una trama neo-melò che rammenta l’atmosfera di Twin Peaks ma in cui nessun riferimento politico alla modernità americana è casuale. L’altro ingrediente di Blood è il sesso, abbondante anche nella varietà inter-razziale fra umani e vampiri, d’altronde la provocazione sessuale è una specialità di Ball il cui lungometraggio Towelhead attualmente nelle sale scandalizza con una trama attorno ad una adolescente che esprime una precoce sessualità in rapporti con uomini adulti. [...]
L’articolo completo, scritto da Luca Celada, è disponibile a questo indirizzo.
Lunga intervista ad Alan Ball
Alan Ball, intervistato da NewNowNext, parla di True Blood, Towelhead, Six Feet Under, omosessualità e del suo prossimo progetto: Bad Girls.
Di True Blood sappiamo ormai più o meno tutto: c’è molto sesso, molta violenza (e la cosa è piaciuta soprattutto ai campioni di pubblico maschile), ma anche una storia d’amore (cosa che invece è piaciuta al pubblico femminile).
Towelhead è invece il primo film diretto da Alan Ball per il cinema. Nessuno studio voleva realizzarlo, per via dell’argomento trattato (la sessualità di una tredicenne), che non viene comunque affrontato in maniera grafica. E la sessualità, d’altronde, secondo Ball è un argomento molto delicato, per via delle esagerazioni che si verificano in America.
Sicuramente sarebbe stato ancora più difficile realizzare il film se la protagonista o il protagonista sarebbe stata/o omosessuale. Il film sarebbe rimasto simile, ma probabilmente non si sarebbe mai riuscito a portarlo sullo schermo.
Parlando invece di omosessualità, Ball conferma che ci saranno personaggi gay in True Blood, ma non ha nessuna storia ’specificatamente gay’ in mente al momento, poichè ne ha già raccontata una in Six Feet Under (con i personaggi di David e Keith) e sente di aver detto quello che doveva dire sull’argomento. Sia Towelhead che True Blood, comunque, hanno una sensibilità gay.
Interessanti le informazioni su Bad Girls, una nuova serie che Ball sta realizzando sempre per HBO. Il progetto gli è stato proposto da due autori che lavorano anche in True Blood (tra cui Nancy Oliver, giù presente nello staff di Six Feet Under) ed è basato su una serie inglese abbastanza esplicita nei contenuti. Ma Ball assicuta che non intende assolutamente ammorbidirla.
Si parla poi di Six Feet Under, di come a Ball non manchi più di tanto, semplicemente perché girando gli ultimi episodi ha avuto modo di trascorrere il proprio periodo di lutto per la fine della serie. Ha un moto di nostalgia, ogni tanto, quando vede delle immagini tratte dalla serie, o sente delle musiche, ma è un capitolo chiuso (perfettamente) e ora si diverte a fare quello che sta facendo.
E infine, un aneddoto personale, sempre legato al tema dell’omosessualità: Ball fece coming-out a circa trent’anni con sua madre e lei lo pregò di non dire nulla alla sua famiglia finché non fosse morta. Poi, però, nel periodo in cui andava in onda Six Feet Under, gli disse: “Probabilmente hai fatto molto per le persone gay“. E la cosa per Alan Ball è stata molto significativa.
Il video dell’intervista è disponibile su NewNowNext.
Alan Ball spiega True Blood
HBO, canale di trasmissione di True Blood, intervista Alan Ball, il creatore della serie. Ecco la traduzione completa dell’articolo.
HBO: Dopo Six Feet Under, uno show sui vampiri è sicuramente un cambiamento. Cosa si possono aspettare gli spettatori da True Blood?
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Alan Ball sul set di ‘True Blood’ |
Alan Ball: E’ basato su una serie di libri di Charlaine Harris ed è ambientato in un mondo in cui i vampiri hanno reso nota la propria esistenza agli umani, grazie all’invenzione del sangue sintetico da parte di una ditta giapponese. Quindi si sono organizzati, hanno lottato per l’integrazione e per dei pari diritti. Abbiamo il quadro generale nel mondo e poi c’è questa piccola cittadina del Louisiana, e c’è questa cameriera telepatica che lavora in un bar. Tutti credono sia pazza. Per via della sua abilità non ha una vita sociale, fino a quando incontra un vampiro. E dato che tecnicamente non ha un cervello, non può sentire i suoi pensieri. Per la prima volta nella sua vita può rilassarsi e aprirsi con qualcuno. E poi ci sono tanti altri personaggi. E’ uno show molto divertente. Ricordo di aver pensato “Questa è TV da guardare con i popocorn davanti, ma è per gente intelligente.”
HBO: Come ha scoperto i libri?
Alan Ball: Ero in anticipo per un appuntamento dal dentista, così decisi di andare in un negozio di libri e fui attirato dalla tagline del libro “Forse scegliere un vampiro come fidanzato non è stata un’ottima idea”. Lo lessi tutto d’un fiato, non riuscivo a metterlo giù. Mi piacque molto.
HBO: Cosa pensa che potrà piacere ai fan di Six Feet Under in True Blood?
Alan Ball: Penso che apprezzeranno la qualità delle perfomance. E’ un altro cast straordinario, che sta facendo un lavoro fantastico. Lo show è molto sexy, molto divertente. C’è molto humor nero. Si spinge seriamente in una direzione mai vista prima in TV. Non è impegnativo come lo poteva essere Six Feet Under, ma alla fine il territorio è simile, è l’esplorazione della condizione umana… e di quella di un vampiro, dato che i vampiri non sono più umani.
HBO: Cos’è che differenzia True Blood dagli altri film e telefilm sui vampiri?
Alan Ball: Ci sono molte zone grigie; i vampiri sono del tutto simili agli umani. Nessuno è completamente buono, nessuno è completamente cattivo. C’è anche l’aspetto della sotto-cultura che si sviluppa intorno ai vampiri. Ci sono i fangbangers, che sostanzialmente vogliono soltanto fare sesso con i vampiri, dato che sembra che il sesso con loro sia ottimo. Il sangue di vampiro diviene una specie di droga. Se ingerito è come se fosse un mix di extasy e Viagra: dà molta forza. Ma è anche pericoloso e crea dipendenza. E poi di particolare c’è l’ambientazione. Non è New Orleans, non è Anne Rice. Una delle mie regole: evitare a tutti i costi la musica lirica, da opera. Abbiamo evitato assolutamente elementi barocchi. Niente stereotipi del genere sovranaturale. Niente lenti a contatto per i vampiri. Niente effetti speciali che distolgano l’attenzione dalla storia, in pratica. Agli attori voglio soltanto dare un paio di canini e farli recitare. Com’è essere immortali? Aver perso tutti gli affetti? Desiderare di essere umani?
HBO: Com’è stato dover adattare la serie dai libri, piuttosto che scrivere qualcosa di originale?
Alan Ball: Un adattamento può essere più facile per molte ragioni. Un vantaggio di cui mi sono accorto lavorando allo show è che i libri di Charlaine Harris hanno successo perché le storie funzionano in quanto tali. Sono narrati dal punto di vista di Sookie e noi ci manteniamo molto vicini a lei, creando però nuove cose per gli altri personaggi secondari. Ma molto lavoro ovviamente è già stato fatto da Charlaine Harris. Allo stesso tempo, però, credo che stiamo creando un mondo in cui è possibile prendere qualsiasi direzione. Detto questo, è ovvio che una volta iniziato devi seguire la logica dei personaggi. Arrivato alla seconda, terza, quarta stagione di Six Feet Under, non potevo decidere di far fare a un personaggio qualcosa solo perché era una bella storia da raccontare. Dovevo tenere conto della sua psicologia e attenermi a essa.
HBO: Rifare un casting per un personaggio insegna qualcosa a un autore?
Alan Ball: Credo che la televisione sia fantastica perché si impara continuamente. Lavorando sulla stessa storia ogni settimana, c’è sempre qualcosa da imparare. Io tendo ad essere attratto da materiale che, seppur non rispecchia totalmente la mia sensibilità, rimane sempre in quello stesso campo.
L’intervista originale è disponibile sul sito di HBO.
Comic-Con 2008: reportage, foto e video
Si è svolto ieri il pannello Comic-Con di True Blood.
Erano presenti Alan Ball, Charlaine Harris, Anna Paquin, Stephen Moyer, Ryan Kwanten, Rutina Wesley, Sam Trammell e Nelsan Ellis.
Ecco un resoconto completo dei numerosi reportage comparsi in rete in queste ore.
- Prima parte = NO spoiler.
- Seconda parte = possibili SPOILER su prima e seconda stagione.
- Trovate tutte le foto disponibili nella gallery. Altre immagini si trovano anche su True-Blood.net.
- Di seguito, un video dell’evento (grazie a KPBS). Ne potete vedere un altro su BrightCove.
Le altre informazioni potrebbero contenere SPOILER.


