True Blood: fumetto, poster e intervista ad Alan Ball
E’ online il primo numero del fumetto-prequel di True Blood. Potete leggerlo a questo indirizzo, dove, ogni mercoledì a partire dal prossimo, troverete anche i nuovi numeri.
Nel fumetto sono compresi alcuni materiali bonus, già annunciati: un’intervista con Alan Ball (che trovate tradotta integralmente tra qualche riga) e alcuni nuovi poster promozionali, che trovate in esclusiva nella gallery.
Intervista ad Alan Ball
David Whol, autore del fumetto di True Blood, intervista Alan Ball, creatore della serie.
Whol: Come si è avvicinato alla saga di Charlaine Harris? Da dov’è nata l’ispirazione per True Blood?
Ball: Ho sentito l’impulso di comprare il primo libro non appena l’ho visto. Credo stessi aspettando per un appuntamento al dentista, ero in un negozio di libri, l’ho visto e mi ha attirato lo slogan “Forse uscire con un vampiro non è stata un’ottima idea”. Non avevo mai letto libri sui vampiri… quelli di Anne Rice per esempio. Ma questo non l’ho chiuso finché non l’ho finito.
Whol: Qual è stata la cosa più difficile nella trasposizione dal libro al serie?
Ball: La sfida principale era che si trattava di libri con una protagonista ben delineata, Sookie. C’erano tanti altri personaggi che mi sarebbe piaciuto esplorare. Il problema perciò è stato prendere il cuore del libro ed espanderlo, ampliarlo, inserirci qualcosa per ogni tipo di spettatore, pur rimanendo fedele al materiale originale.
Whol: Cosa le è piaciuto di più durante la lavorazione?
Ball: Mi sono divertito molto. E’ una serie molto più facile da produrre rispetto a Six Feet Under. Amavo lavorare in Six Feet Under, ne sono molto fiero, ma dopo un po’ era diventato “pesante”. E dopo la fine di Six Feet Under avevo voglia di fare qualcosa di diverso, più leggero, più pulp, più funk. E così pensai che i libri di Charlaine Harris sarebbero stati un’ottima base per realizzare un nuovo show.
Whol: Anche questo show affronta il tema della morte, seppur in maniera diversa da Six Feet Under. C’è qualcosa della morte che la affascina? La possibilità di una vita ultra-terrena?
Ball: Non proprio. Quano avevo 13 anni mia sorella morì in un incidente stradale ed è stato un evento che mi ha molto segnato. Da allora potremmo dire che la morte mi accompagna. E’ stata un’esperienza che mi ha davvero cambiato e influenzato. Sono consapevole che siamo tutti mortali e che moriremo, quindi in questo senso la morte pervade i miei lavori, ma non ne faccio un problema. Mi piace vivere, mi piace la mia vita.
Whol: Com’è stato vedere il cast della serie dare vita ai personaggi dei libri?
Ball: Fantastico. Sono tutti bravissimi, mi divertono, mi sorprendono e se la spassano. Si sono parecchio da fare. Ci siamo detti: “Non faremo commenti, andremo dritti per la nostra strada”, perché non puoi fermarti e strizzare l’occhio al pubblico dicendo “Guardate com’è intelligente questa trovata” o “Sappiamo che questa cosa è un po’ stupida, ma…” altrimenti sei finito.
Se i personaggi vengono interpretati al 100% riescono a emergere i loro dilemmi, che sono dilemmi importanti. A un livello superficiale è una serie su questo mondo popolato dai vampiri che stanno lottando per essere riconosciuti, ma a un livello più profondo ci sono persone che si stanno innamorando, stanno affrontando i propri demoni e cose del genere, e penso che questo convincerà molti a tornare – forse proprio quelli che pensavano che non avrebbero mai seguito uno show sui vampiri.
Whol: Se ne avesse la possibilità, le piacerebbe essere un vampiro?
Ball: No. Ho accettato la mia mortalità molto tempo fa e credo che debba esserci un lato un po’ infelice. E se sei immortale perdi importanza. La vita è importante.
Whol: Che consiglio darebbe agli aspiranti sceneggiatori?
Ball: Scrivete qualcosa che guardereste volentieri. Non pensate “Questo è quello che vuole il mercato” o “Questo tipo di storie sembra avere successo, quindi scriverò qualcosa del genere”. Scrivete col cuore, scrivete di quello che vi interessa, di ciò che vi rende voi stessi, scrivete cosa siete. Scrivete dando ascolto alle vostre emozioni, non alla testa.
Il futuro di True Blood
Cosa succederà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi nel virale di True Blood e in generale alla serie?
Un interessante articolo di Advertisting Age anticipa le mosse già organizzate da HBO.
Nei prossimi giorni:
- Paritrà una finta campagna pubblicitaria di sensibilizzazione che cerca di rappresentare entrambe le parti che dibattono per il riconoscimento dei diritti dei vampiri, con due mini-siti per i due principali gruppi che si contrappongono: l’American Vampire League e The Felllowship of The Sun (La Compagnia del Sole).
- Verrà lanciato un finto newsmagazine, intitolato Faux, che andrà in onda sui canali HBO e HBO on Demand e seguirà l’evolversi della storia dei vampiri.
- Alla Comic-con di quest’anno verranno distribuiti ai fan alcuni fumetti che riassumono gli elementi chiave della storia e gli stessi fan verranno invitati a firmare in favore dell’American Vampire League o della Compagnia del Sole.
Dalla fine di luglio:
- A partire dal 27 luglio verranno mandati in onda spot tv tradizionali e verrà lanciato il vero sito ufficiale, con guide agli episodi e altri contenuti.
- Il 30 luglio debutterà un fumetto online: saranno otto numeri settimanali di due pagine ciascuno.
- Dal 7 settembre, giorno di debutto di True Blood, HBO intende aprire una wiki di True Blood, in cui i fan potranno aggiornare e ampliare i dettagli sulla serie e sulla sua mitologia.
Per quanto riguarda il futuro di True Blood in queste pagine, cercherò, per quanto possibile, di seguire gli avvenimenti in programma con costanza, ma non assicuro regolarità nel mese di agosto.





