True Blood Italia – archivio

Charlaine Harris comparirà in True Blood

Pubblicato in News da Francesco il 3 Giugno 2009

Alan Ball, in conferenza telefonica con alcune testate giornalistiche, ha parlato della seconda stagione di True Blood, di Twilight (non ha visto il film, né letto il libro, ma ha ammesso di non comprendere pienamente il senso di una storia di vampiri sul tema dell’astinenza) e ha annunciato che Charlaine Harris — l’autrice dei libri da cui è tratta la serie — avrà un cameo nell’ultimo episodio della stagione.

Ball ha aggiunto che il tema della seconda stagione sarà “il potere dei culti, sia che si tratti di strani culti neo-Greci/Romani, che di organizzazioni religiose”.

(Fonte: Mo Ryan, televisionary)

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Tutto quello che dovete sapere sulla seconda stagione di True Blood

Pubblicato in Updates da Francesco il 30 Maggio 2009

Tra due settimane partiranno su HBO i nuovi episodi di True Blood.
Ecco tutto quello che avete bisogno di sapere per arrivare preparati: numero degli episodi, curiosità, autori, registi, nuovi attori, ecc.

(continua…)

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“A Taste of True Blood”: Alan Ball ripercorre la prima stagione

Pubblicato in Video da Francesco il 23 Maggio 2009

HBO ha pubblicato su Myspace lo speciale A Taste of True Blood che andrà in onda a partire da domani sera sui canali HBO negli Stati Uniti.

Alan Ball ripercorre e commenta, in 29 minuti di video, la prima stagione della serie, parlando dei personaggi e degli episodi.

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Promo: A taste of True Blood

Pubblicato in Video da Francesco il 13 Maggio 2009

Video: il promo di “A taste of True Blood”, uno speciale sulla prima stagione con Alan Ball, in onda su HBO il 24 maggio.

(continua…)

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Foto, video e report dal Paley Festival

Pubblicato in Foto, News da Francesco il 14 Aprile 2009

Alan Ball, Anna Paquin e Stephen MoyerSi è svolto ieri sera a Los Angeles il pannello del Paley Festival dedicato a True Blood.

Su WireImage, Trueblood-online e True-blood.net potete trovare alcune foto dall’evento. Su True Blood Net i video degli arrivi.

Altre foto sono disponibili all’interno della gallery.

Grazie a Twitter, invece, ecco un resoconto dell’evento:

  • E’ stato proiettato un video di 15 minuti contenente una scena della seconda stagione. (La descrizione della scena — in inglese —  è disponibile alla fine del live blogging di Futon Critic, qui).
  • Alan Ball sta scrivendo l’episodio numero 11 (è a pagina 42), ma quest’anno non dirigerà nessun episodio.
  • Il cast sta girando l’episodio numero 7.
  • Stephen MoyerI fan hanno chiesto cosa fare per avere una terza stagione, Alan Ball ha risposto che bisogna comprare i DVD.
  • Alexander Skarsgård avrebbe voluto interpretare Bill.
  • Alan Ball sul proprio lavoro in TV: “La televisione è molto più accogliente dei film in questo momento”.
  • Le scene preferite di Anna Paquin sono quelle in cui viene picchiata. (!)
  • Quando Sam Trammell ha ottenuto la parte ha urlato in macchina “come una ragazzina”.
  • Stephen Moyer sulla serie: “Non c’è nessun altro lavoro che preferirei fare. Né in televisione, né un film.”

(Fonti: paleyfest, Andrew Krukowski, The Futon Critic, True Blood Net, True-Blood.net, Trueblood-online)

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Alan Ball parla della seconda stagione

Pubblicato in Spoiler da Francesco il 12 Aprile 2009

Attenzione: seguono possibili spoiler!

Alan Ball, parlando di True Blood, dei vampiri e della seconda stagione, ha anticipato che i nuovi episodi si concentreranno di più sui primi anni di vita (da vampiri) di Bill (Stephen Moyer) e Eric (Alexander Skarsgård).

E’ ipotizzabile, quindi, che ci saranno dei flashback (se le casting call uscite in rete si riveleranno veriterie).

“I vampiri sono sexy, ma farebbero di tutto senza scrupoli. Tuttavia rimangono lo stesso l’oggetto del desiderio di molte donne.”

(Fonte: Straits Time via True Blood Online)

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Interviste: Alan Ball, Alexander Skarsgård, ecc.

Pubblicato in News da Francesco il 20 Febbraio 2009

Nel corso delle ultime settimane, True-Blood.net ha intervistato in esclusiva Alexander Skarsgård (Eric), Nelsan Ellis (Lafayette) e Alan Ball.

  1. Skarsgård: intervista; transcript.
  2. Ball: intervista; transcript. (Potrebbe contenere alcuni spoiler sulla seconda stagione!)
  3. Ellis: intervista; transcript.

Markeemag ha invece pubblicato un’intervista a Bruce Drann, co-produttore di True Blood. Si discute della sigla, degli effetti speciali e della seconda stagione.

Il secondo libro della serie si intitola Living Dead in Dallas; è molto probabile che effettueremo alcune riprese a Dallas.

(Via)

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True Blood al Paley 2009

Pubblicato in News da Francesco il 19 Febbraio 2009

E’ stato annunciato il programma del Paley Festival di quest’anno.
True Blood verrà presentato il 13 aprile. I partecipanti confermati per ora sono Alan Ball, Anna Paquin, Stephen Moyer, Ryan Kwanten, Sam Trammell e Rutina Wesley.

Gli altri programmi che verranno presentati sono “90210” (11 aprile), “Dr. Horrible’s Sing-Along Blog” (14), “Dollhouse” (15), “The Big Bang Theory” (16), “The Mentalist” (17), “Desperate Housewives” (18), gli episodi inediti di “Pushing Daisies” (19), “Battlestar Galactica”/”Caprica” (20), “The Hills” (21), “Big Love” (22), “Fringe” (23) e “Swingtown” (24).

(Via: Variety, True-Blood.net e numerosi altri siti.)

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Gli effetti speciali di True Blood

Pubblicato in News da Francesco il 15 Febbraio 2009

La Zoic Studios è la casa che si occupa degli effetti speciali di True Blood. Il sito VFXWorld ha realizzato tempo fa un articolo sulla serie, intervistando due dei realizzatori degli effetti speciali: Andrew Orloff e Jon Massey.

Il vampiro Bill (Stephen Moyer) mostra i suoi canini.

La richiesta principale di Alan Ball è stata quella di avere effetti speciali che risultassero il più possibile organici e naturali. True Blood non è uno show basato su di essi, infatti. Ball non voleva nessun effetto che distogliesse l’attenzione dagli attori, nessuna trasformazione dei vampiri che implicasse una deformazione del volto.

La Zoic Studios aveva già lavorato in altre serie di vampiri: Angel, Buffy, Blade. Ma True Blood è ovviamente diverso da queste serie. E’ un approccio nuovo al mondo dei vampiri e permette un punto di vista più “reale”.

Lavorare con Alan Ball, afferma Andrew Orloff, è stato divertente, perché ha delle idee molto precise, ma è anche aperto a discuterle.

Il numero di scene e di shot che richiedono l’uso di effetti speciali varia da episodio a episodio, ma pian piano che la serie si è avvenuturata di più nell’universo mitologico dei vampiri, la richiesta di lavoro è aumentata.

Jon Massey sottolinea però le grandi possibilità date da questo lavoro, che differisce dalla televisione dei network broadcast, dove è tutto molto più “aggressivo”.

True Blood sembra in realtà un ibrido a metà tra una serie TV e un film e, spero, anche il pubblico lo percepisce come tale.

L’intervista completa (in inglese) è disponibile a questo indirizzo.

Ad affiancare la Zoic Studios è la MasterFX, che si occuperà anche degli effetti della seconda stagione. Sul loro sito sono disponibili diverse foto dei concept e dei make-up realizzati per i vampiri e per le altre creature. Potete vederli tutti accedendo al sito e sfogliano la galleria.

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Come nasce la sceneggiatura di True Blood?

Pubblicato in News da Francesco il 25 Gennaio 2009

Ralle Tucker, in passato sceneggiatrice di Supernatural, ora scrive per True Blood e ha rilasciato (un po’ di tempo fa) una lunga e interessante intervista al sito Sequential Tart.

Di seguito la traduzione italiana:

Come si comporta il team di autori di True Blood nell’adattare la serie dai libri?

Siamo fortunatissimi, perché Charlaine Harris ha creato un universo molto vasto, con un sacco di personaggi. Ed è riuscita a mantenerli vivi per 8 libri.

Nell’adattare il primo libro abbiamo cercato di onorare Charlaine e i fan dei libri, ma senza impedire alla serie di prendere vita per contro proprio. Le differenze tra serie e libro sono principalmente nei personaggi secondari. Nei libri c’erano già, noi dovevamo soltanto dar loro delle storie.

Ed è quello che succede quando chiudi Alan Ball e cinque sceneggiatori in una stanza per mesi: un po’ di ciascuno di noi finisce in un determinato personaggio. So che a molti fan del libro potrebbe non piacere la cosa, ma credo che la scrittura migliore sia quella che deriva da esperienze personali.

[...]

Un argomento che viene fuori molto spesso è il paragone con Twilight. Proprio come ogni libro fantasy per ragazzi viene paragonato a Harry Potter, ogni storia con protagonisti un’umana e un vampiro deve essere paragonata a Twilight? Molta gente esita a guardare True Blood proprio per questo.

Non voglio togliere nulla a Twilight, ma Dead Until Dark (il libro su cui si basa la prima stagione di True Blood, n.d.t.) è uscito anni prima che si sapesse anche soltanto chi fosse Stephenie Meyer (l’autrice di Twilight, n.d.t.).

Twilight è piacevole, ma i libri di Charlaine Harris sono molto più dark, sexy, bizzarri. L’ambientazione e il sottotesto politico vengono utilizzati per esplorare temi abbastanza complessi. Sono libri per un pubblico maturo – sono favole per adulti. [...]

Qual è l’approccio giusto per catturare lo spirito gotico-meridionale della serie?

Onestamente, non ne ho uno. Non ho trascorso moltissimo tempo nel Sud. [...]

In fase di scrittura Alan Ball ci ha suggerito di guardare un fantastico documentario: Searching For The Wrong-Eyed Jesus. (Che ha poi ispirato la sigla di apertura della serie e dato via a una polemica che accusa la sigla stessa di plagio, n.d.t.). Guardandolo ho capito in che modo Alan voleva impostare il tono dello show. Anche la musica è molto importante – il titolo di ogni episodio è tratto da quello di una canzone. Non ho mai lavorato in questo modo, ma imparare letteralmente il suono della serie mi ha aiutato a immegermi nel suo mondo.

Ma alla fine credo che il ’southern gothic’ sia solo uno degli elementi di True Blood. E’ in parte una storia romantica-sovrannaturale, in parte una sorta di Twin Peaks allucinato. Alcuni credono che sia una continuazione della meditazione di Ball sulla morte. Altri un’oscenità con effetti speciali. Io cerco di non pensarci troppo. Se hai personaggi e storie ben delineate, il tono viene da sè.

E’ stata coinvolta nel marketing virale che ha preceduto la messa in onda?

Vorrei potermi prendere dei meriti. Invece è stata tutta opera di Alan Ball, HBO e Campfire.

Da scrittrice devo dire, però, che è stato bello far parte di un progetto così atteso e sostenuto. Di solito non mi succede. [...]

Nel passato il vampiro veniva usato come metafora perché non era permesso l’uso di sesso e violenza. Ovviamente, il fatto di essere su HBO elimina queste restrinzioni. Cosa rende ancora valido, secondo lei, l’utilizzo dei vampiri come metafora in un periodo in cui è possibile parlare di sesso e razzismo in maniera diretta?

Avere la possibilità di parlare di determinati argomenti apertamente non significa che la gente voglia sentirli. Penso che la serie Tell Me You Love Me, sempre della HBO, sia un ottimo esempio. Si può amarla o odiarla, ma rimane una dei prodotti più crudi, onesti e sinceri sul tema della sessualità che io abbia mai visto. Penso che questo sia uno dei motivi per cui gli spettatori si sono tirati indietro – era doloroso seguirla e rischiavi di deprimerti se ti relazionavi alle storie e ai personaggi (cosa che io ho fatto). Non c’era nessun divertimento, nessuna fantasia. E, ammettiamolo, la distrazione è una delle cose che cerchiamo quando accendiamo la TV.

Questo è uno dei problemi che cerco di superare qualsiasi cosa scriva: dire qualcosa di importante, parlare di un argomento che mi sta a cuore senza deprimere a morte me stessa e gli spettatori. E’ un equilibrio difficile da raggiungere e personalmente credo che True Blood si avvicini a esso più di qualunque altro prodotto televisivo per via della sua natura – gli elementi sovrannaturali e l’humor bizzarro – che ci impedisce di prenderci troppo sul serio. Ma la sensibilità di Alan è sempre molto profonda. Ci spinge sempre a guardare in fondo, a pensare fuori dalle convenzioni, a mettere in dubbio la moralità dei personaggi e la nostra. Penso che questo sia ciò che più mi piace del mio lavoro in True Blood.

Quindi non saprei dire se una storia sui vampiri è ancora valida di questi tempi, ma so che è divertentissima da scrivere. E se si è alla ricerca di un significato più profondo, ci sono determinati momenti nello show che lo offrono… solo che saranno circondati da corpi nudi e canini. Forse questo vuol dire essere superificiali, ma non mi faccio nessun problema a riguardo.

[...]

Qual è la cosa che la diverte di più lavorando in True Blood?

L’intero compito è un sogno diventato realtà. Alan Ball è il motivo per cui ho iniziato a scrivere in TV. Prima di Six Feet Under non credevo che la TV potesse essere arte. Six Feet Under ha cambiato tutto per me. E credo che abbia cambiato anche le storie che è possibile raccontare su uno schermo.

Quando due anni fa ho scoperto che Alan Ball voleva adattare i romanzi di Charlaine Harris ho iniziato a leggerli e a fantasticare su come adattare questa o quella scena. Ed era un esercizio molto masochista, perché ero sotto contratto per lavorare in Supernatural, sulla CW, che è quanto di più lontanto dalla HBO possa esistere… Non mi ero affermata come autrice indipendente e quindi era molto rischioso.

Ma quando ricevetti una chiamata da Alan Ball, che aveva letto uno dei miei script, e voleva parlare di True Blood, feci salti di gioia.

Non mi sono mai impegnata così tanto lavorando in una serie. E non ho mai amato così tanto farlo. Sto vivendo il mio sogno.

E posso trascorrere ore a cercare su google modi di dire meridionali tipo “It’ll last about as long as a fart in a whirlwind.” O “As confused as a cow on astroturf.” Non ci credo che posso scrivere dialoghi del genere. Il mio lavoro è troppo divertente per essere legale.

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